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La promessa sull’Imu di Berlusconi preoccupa Monti

Palazzo Chigi si trincera dietro il «no comment». Ma certo l’ultima uscita di Silvio Berlusconi che rilancia l’abolizione dell’Imu, contesta il fiscal compact e mette in dubbio il fondo salva-Stati non deve essere stata presa bene da Mario Monti. Ma il premier non deve esserne rimasto troppo sorpreso. Che con l’avvicinarsi della scadenza elettorale i partiti tentassero di far dimenticare i sacrifici per raccogliere consensi, c’era infatti da aspettarselo. E Monti non a caso ha più volte manifestato apertamente la preoccupazione per come le forze politiche avrebbero affrontato la campagna elettorale e per le prospettive future, invitandoli a non vanificare gli sforzi fatti fin qui, di non tornare alle vecchie politiche. Ma tant’è. Seppure non c’è alcuna correlazione tra la risalita ieri dello spread e le dichiarazioni del Cavaliere, altrettanto scontato è che i mercati guardano con attenzione a quel che accade in Italia. Anche il commento di Angela Merkel è quanto mai esplicito nella sua neutralità: «Sono una democratica e rispetto sempre il risultato elettorale», ha risposto la cancelliera tedesca a chi le chiedeva se fosse preoccupata dall’eventuale ritorno del Cavaliere alla guida del governo.
Berlusconi in realtà sta giocando in difesa. Rispolvera il canovaccio del meno tasse per tutti e del pericolo rosso in attesa di scegliere il da farsi. Sostiene che prima di annunciare la sua candidatura vuol sapere con quale legge elettorale si voterà. In altre parole si prepara, qualora alla fine uscisse fuori un ritorno al proporzionale puro (oggi la capigruppo del Senato deciderà quando se ne discuterà in aula), a sedersi al tavolo che si apparecchierà subito dopo il voto. Una prospettiva che gli consentirebbe di non rischiare troppo. Anche perché troppe sono ancora le variabili con cui fare i conti: l’esito delle elezioni siciliane, l’evolversi del caso Lazio, gli sviluppi del processo Ruby e, non ultime, le prospettive per Mediaset. Del resto, anche le modalità scelte per rifarsi vivo non sono casuali. Berlusconi ha evitato il faccia a faccia con i giovani del Pdl la scorsa settimana, preferendo rifugiarsi in un contesto che non lo esponesse troppo.
Ma nel Pdl l’aria resta pesante. Qualcuno apertamente (Giuliano Cazzola) boccia la linea annunciata «in crociera» dal Cavaliere ricordando gli impegni assunti con l’Europa dal Parlamento con il voto anche del Pdl. E perfino un fedelissimo del Cavaliere come Osvaldo Napoli ci tiene a far sapere che non basta dire “cancelliamo l’Imu” ma bisogna anche indicare (contrariamente a quanto fatto nel 2008 con l’Ici) dove reperire i 21 miliardi di minori entrate.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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