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L’Agenzia delle entrate amica

Fonte: ItaliaOggi

Una Agenzia delle entrate «amica», sempre più orientata alla consulenza e meno al braccio di ferro con il contribuente: per questo ci penseranno maggiormente la Guardia di finanza e, per la riscossione, il braccio operativo di Equitalia incorporata nel nuovo modello di Agenzia. È questo l’identikit del fisco che verrà che arriva dal Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva pubblicato ieri dal ministero dell’economia.

Il ministero dell’economia sceglie di far proprie le indicazioni di Ocse e Fmi sul nuovo impianto dell’Agenzia delle entrate: «Coerentemente con quanto suggerito da Fmi e Ocse, appare opportuno assicurare alle agenzie fiscali una maggiore autonomia, sia con riguardo alle procedure di bilancio sia in merito all’assunzione e incentivazione del personale, bilanciata da una maggiore vigilanza strategica a livello governativo». In agenda nel nuovo disegno puntare alla tax compliance: carota per i contribuenti adempienti («approccio collaborativo»), bastone per gli inadempienti con un approccio più rigoroso. Di pari passo dovrà andare la riforma della riscossione. Nel documento trovano conferma le anticipazioni dei giorni scorsi da parte del vice ministro all’Economia Luigi Casero di nuove norme sul magazzino dei ruoli di Equitalia. «Al fine di migliorare la riscossione coattiva», si legge, «appare necessario aumentare l’accuratezza e l’integrità del magazzino dei ruoli, adottando misure tese a riallineare gli obblighi e i poteri in tema di riscossione coattiva ai migliori standard internazionali».

L’impegno di lungo periodo è quello di rifondare il rapporto tra amministrazione fiscale e contribuenti in un’ottica il più possibile collaborativa. «Va», scrivono i tecnici di via XX Settembre, «in questa direzione anche il progetto di muovere dagli studi di settore alla costruzione di indici di affidabilità, cui commisurare le premialità per i contribuenti di dimensioni medio-piccole». Una nuova Agenzia delle entrate, nella mente del ministero dell’Economia, avrà in futuro sempre più il ruolo di organismo di consulenza: «un ruolo sempre più attivo delle agenzie nella consulenza, assistenza e guida ai contribuenti per il corretto assolvimento degli obblighi fiscali, mediante un dialogo preventivo o, laddove possibile, contestuale al momento dichiarativo, attribuendo sempre maggiore importanza ai servizi e all’utilizzo dei sistemi informativi anche dal punto di viste degli incentivi per il raggiungimento degli obiettivi pattuiti». Infine, nella relazione si fa riferimento alla valutazione delle maggiori entrate da destinare al fondo per la riduzione della pressione fiscale.
La valutazione delle maggiori entrate derivanti dall’attività di contrasto dell’evasione fiscale è fatta sia confrontando gli incassi dell’anno 2016 con le previsioni iscritte in bilancio per l’esercizio in corso, sia confrontando gli incassi attesi per l’anno 2016 con le somme effettivamente incassate nell’esercizio precedente. Da tali confronti sono emerse maggiori entrate permanenti pari rispettivamente a 1.530 milioni di euro e a 380 milioni di euro. Ma il ministero, «prudenzialmente» destina il minore di questi importi al fondo e dunque una dote di 380 milioni.

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