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Licenze per i negozi solo a chi è in regola con Imu e Tari

Fonte: il sole24ore

In arrivo anche un bonus per chi riapre esercizi in città fino a 20mila abitanti

Un meccanismo antievasione per i tributi locali. Le semplificazioni approvate ieri alla Camera puntano a consentire a Comuni ed enti territoriali di subordinare il rilascio di autorizzazioni, concessioni e licenze per negozi, esercizi ed altre attività produttive alla verifica della regolarità dei versamenti dei tributi locali. In pratica per chi vuole far partire, ampliare o rinnovare un’attività dovrà dimostrare, ad esempio, di aver versato Imu, Tari e Tari. Ma non è la sola novità. Perché oltre al bastone è in arrivo anche la carota per rilanciare il commercio di prossimità.

In particolare, il vicepresidente della commissione Finanze, Alberto Gusmeroli (Lega), rilancia su scala nazionale il modello di incentivi varato durante l’esperienza da sindaco ad Arona (Novara). In particolare dal 1° gennaio 2020 scatterà – sempre se la proposta di legge verrà definitivamente approvata – un’agevolazione volta a promuovere l’economia locale attraverso la riapertura e l’ampliamento di attività commerciali, artigianali e di servizi. Il bonus in questione consiste nell’erogazione di un contributo pari ai tributi comunali pagati dall’esercente nel corso dell’anno e viene corrisposta per l’anno nel quale avviene l’apertura o l’ampliamento dell’esercizio commerciale e per i tre anni successivi, per un totale di quattro anni.

Un’agevolazione con limitazioni. In primo luogo, vale soltanto per i Comuni fino a 20mila abitanti ed è rivolta all’ampliamento di esercizi commerciali (artigianato, turismo, fornitura di servizi destinati alla tutela ambientale, alla fruizione di beni culturali e al tempo libero, commercio al dettaglio, compresa la somministrazione di alimenti e di bevande al pubblico) già esistenti o alla riapertura di esercizi chiusi da almeno sei mesi. Poi è stata circoscritta ai soli esercizi di vicinato e alle medie strutture di vendita. Inoltre sono state stabilite delle esclusioni esplicite: compro oro, sexy shop e sale scommesse.

Infine sono esclusi subentri, a qualunque titolo, in attività già esistenti precedentemente interrotte e le aperture di nuove attività e le riaperture, conseguenti a cessione di un’attività preesistente, da parte del medesimo soggetto che la esercitava in precedenza, o comunque di un soggetto, anche costituito in forma societaria che sia ad esso direttamente e/o indirettamente riconducibile.

Rassegna stampa in collaborazione con Mimesi s.r.l.

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