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Tassa rifiuti e canoni «rianimano» i conti dei Comuni

Addizionale Irpef imposta ai cittadini, e canoni, contributi e altre forme di prelievo una tantum chieste a imprese e soggetti produttivi. Sono le ultime “ridotte” dei bilanci comunali in lotta con i tagli a ripetizione decisi nelle ultime manovre sulla finanza locale, anche se offrono solo una compensazione parziale e incerta di sforbiciate strutturali e crescenti.
Dall’inizio della crisi (e della legislatura), le autonomie hanno pagato pochi spiccioli meno del 52% dei tagli complessivi alla finanza pubblica (si veda Il Sole 24 Ore del 30 luglio). Il problema è chiaro: i trasferimenti da Stato, Regioni e altri soggetti, che nel 2008 superavano i 20,6 miliardi di euro, nel 2011 si sono fermati a quota 11,8 miliardi, compreso il fondo sperimentale di riequilibrio, e quest’anno sono destinati a flettersi ancora di almeno 1,5 miliardi.
La serie storica degli incassi locali monitorati dal Siope, il sistema telematico dell’Economia che misura i flussi di cassa, mette sul piatto i dati più aggiornati per capire quali sono state le risposte dei sindaci. La prima, scontata, è stata quella di alzare le voci che dribblavano il congelamento dei tributi: fra 2008 e 2011, i frutti della tassa rifiuti si sono gonfiati di quasi il 40%, arrivando a sfiorare i 5,8 miliardi di euro alla fine dello scorso anno.
L’addizionale locale all’Irpef, invece, fino allo scorso anno è stata tenuta ai box dal blocco delle aliquote deciso nel 2008 dall’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti «fino all’attuazione del federalismo fiscale». Il varo dei decreti attuativi ha acceso il semaforo verde agli aumenti, e nei primi sei mesi di quest’anno gli incassi sono già aumentati di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2011. Il tutto, ovviamente, senza contare l’Imu al rialzo che comincerà a farsi sentire dal saldo di dicembre: in questo caso, però, l’orizzonte cambia, perché una quota di questi aumenti servirà probabilmente a compensare gli effetti della nuova ripartizione del gettito fra Stato e Comuni, che in molti casi sta per il momento fermando i proventi locali a livelli inferiori di quelli garantiti fino a pochi mesi fa dall’Ici.
Ma a sostegno dei bilanci locali in difficoltà, i numeri del monitoraggio telematico dell’Economia mostrano anche un’altra voce, meno pesante delle prime due, ma protagonista della crescita più sostenuta. Sono i canoni e gli «altri proventi» chiesti dai Comuni alle imprese e agli altri soggetti privati. In pratica, molte attività che i Comuni non riescono più a realizzare con fondi propri vengono affidate a risorse raccolte dai privati, a partire dalle sponsorizzazioni: per accorgersene basta girare le strade di molte città, con le aiuole realizzate «a cura di» questo o quell’operatore economico, o guardare le sponsorizzazioni che campeggiano sui cartelloni di molti eventi. È una via alternativa che negli ultimi anni si è rivelata molto utile, ma che in tempi di rallentamento dell’economia reale solleva un problema ovvio: quando anche i privati devono «razionalizzare» le uscite, le spese per sponsorizzazioni sono tra le prime a essere sacrificate sull’altare della chiusura dei bilanci, ed è probabile che nella prossima fase si potrà contare sempre meno su strumenti come questi.
Sul versante delle imprese, del resto, parecchi buchi sembrano già aprirsi, in particolare quando l’azienda è pubblica: gli utili delle società partecipate sono cresciuti negli ultimi tre anni di quasi l’11%, ma nei primi sei mesi del 2012 non si sono fatti vedere.
Un problema analogo sembra già affacciarsi per molte tariffe dei servizi, che negli ultimi anni sono state cruciali per sostenere i conti locali. Dagli asili nido alle mense e al trasporto scolastico, il 2008-2011 è stato un periodo di aumenti importanti, tra il 7 e il 15% a seconda delle voci, ma il grafico in pagina mostra una gelata nei primi sei mesi del 2012. Trattandosi di riscossioni, soggette a molte variabili, è presto per tirare le conclusioni, ma va notato che la tendenza appare generalizzata: anche gli «altri servizi» a domanda individuale, che comprende una serie di attività dall’assistenza domiciliare ai soggiorni estivi per gli anziani, frena nel 2012 dopo un triennio in cui ha realizzato un +30,6% nelle entrate.

Fonte: Il Sole 24 Ore del lunedì

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