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Il governo rinuncia al taglio delle detrazioni nel decreto di fine mese anche le aliquote Tasi

Fonte: Repubblica

Bloccato il taglio delle detrazioni fiscali previsto per quest’anno dalla legge di Stabilità. L’annuncio è giunto ieri, a pochi giorni dall’entrata in vigore dei tagli prevista per il 1° febbraio, da Palazzo Chigi ed è stato dettagliato da una nota del ministero dell’Economia. Un decreto, che il governo varerà prima di fine mese, cancellerà il comma della legge di Stabilità, oggetto di polemiche e malumori, ed eviterà l’entrata in vigore dei tagli «lineari», cioè uguali per tutti i tipi di detrazioni (dalle spese mediche, ai mutui, alle polizze assicurative, le rette degli asili nido, la palestra per i figli, gli affitti degli studenti fuorisede), di un punto, cioè dall’attuale 19 al 18 per cento. L’effetto sarebbe stato, inoltre, reatroattivo sui redditi percepiti nel 2013. «Nessuna riduzione delle detrazioni attualmente in vigore con l’obiettivo di evitare qualsiasi ulteriore aggravio della pressione fiscale», assicura la nota del Tesoro. «Ora i contribuenti possono stare tranquilli, siamo orientati ad una politica di tagli e non di tasse», ha annunciato il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. Intanto, il Tar del Lazio ha bloccato la normativa che prevede in particolare la maxitassa del 58,5 per cento sul consumo di sigarette elettroniche. Ha cioè concesso la sospensiva provvisoria chiesta dalle aziende aderenti ad Anafe-Confindustria.

Ma i Monopoli precisano che il Tar «ha solo sospeso il nuovo regime autorizzativo previsto per i depositi, ma non l’applicazione del prelievo fiscale». Che dunque resta. Si profila un lungo braccio di ferro. Ma torniamo alle detrazioni. La questione del taglio, sollevata anche da un recentissimo studio dell’Fmi sulla fiscalità italiana, non verrà tuttavia accantonata: il compito di «razionalizzare» il comparto e di individuare quali detrazioni tagliare tra i 61,2 miliardi di «sconti» individuati da tempo dal ministero del Tesoro, spetterà alla delega fiscale attualmente in via di approvazione al Senato (oggi dovrebbe esserci l’ok della Commissione Finanze, poi l’aula e successivamente l’ulteriore passaggio alla Camera).

Il gettito previsto dall’operazione-detrazioni, pari a circa 488 milioni per quest’anno, sarà assicurato, spiega il ministero dell’Economia, «incrementando gli obiettivi previsti di risparmio dalla spending review».

Il decreto di fine mese dovrebbe anche affrontare definitivamente il nodo delle aliquote della Tasi, la nuova tassa sulla casa che da quest’anno sostituisce l’Imu: tetto massimo di 2,5 per mille per la prima abitazione e 10,6 per la seconda. Queste aliquote non sono state ritenute sufficienti dai Comuni per ristorare le proprie casse dalle quali, con il nuovo sistema impositivo, mancano, 1,5 miliardi. Palazzo Chigi nei giorni scorsi ha proposto una aliquota mobile aggiuntiva dello 0,8 per mille da spalmare su prima e seconda casa: i Comuni si sono opposti e preferiscono che venga loro assegnato il gettito della Tasi capannoni che attualmente affluisce direttamente alle casse dello Stato.

Per dirimere la questione oggi il ministro dell’Economia Saccomanni e quello per gli Affari regionali Delrio incontreranno l’Anci. «Deve esserci un punto che ferma questa deriva delle incertezze», ha detto ieri il presidente dell’Anci Toscana e sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi. Il bilancio preventivo dei Comuni dovrà essere pronto entro il 28 febbraio, ha aggiunto, e «ad oggi non c’è una norma su quali saranno veramente le aliquote locali». Sempre sulla casa, domani è l’ultimo giorno per pagare la maggiorazione Tares-rifiuti e la mini-Imu per 10 milioni di contribuenti: quest’ultima tassa sulla casa, relativa al 2013, si dovrà versare i 2398 Comuni che hanno aumentato le aliquote oltre il 4 per mille di base.

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