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Imu: ok al rimborso della prima rata 2013, ai Comuni vanno 2,3 miliardi

Dopo l’allarme lanciato venerdì scorso dai Comuni, che sostenevano di non essere in grado di pagare gli stipendi di settembre senza i 2,4 miliardi che dovevano la cancellazione della prima rata dell’Imu, il governo ha mantenuto le promesse con il decreto del ministero dell’Interno, di concerto con il ministero dell’Economia, sulla «ripartizione del contributo ai Comuni per il ristoro del minor gettito Imu».

2,3 MILIARDI – L’allarme era stato dato dal presidente dell’Anci, Piero Fassino, davanti alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Ora il ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio (il predecessore di Fassino), uscendo dalla riunione della Conferenza Stato-Città al Viminale ha risposto garantendo che «verranno erogati 2,3 miliardi di euro come rimborso della prima rata Imu; inoltre 6,7 miliardi di euro andranno a finire nel fondo di solidarietà e 120 milioni verranno riconosciuti come costi aggiuntivi (per gli immobili di proprietà dei municipi su cui è stata pagata l’imposta, ndr)». Il vicepresidente dell’Anci, Alessandro Cattaneo, ha commentato «una notizia positiva che tutti i sindaci aspettavano da tempo».

A ROMA 290 MILIONI – Il contributo di 2,3 miliardi sarà ripartito in proporzione alle stime di gettito da Imu del 2012, tenendo altresì conto dei versamenti effettivi. A Roma dovrebbero spettare – riferisce l’agenzia Adnkronos, 290 milioni di euro, a Torino 85 milioni, a Milano circa 73 milioni, mentre per Napoli il corrispettivo si aggirerebbe sui 35 milioni.

LA SECONDA RATA – Sul capitolo ancora aperto del rimborso della seconda rata Imu – che farebbe lievitare i costi delle casse dello Stato nel caso in cui si dovesse tener conto anche dei più recenti aumenti delle aliquote, decisi in verità da molte amministrazioni – Delrio è stato chiaro: «Non c’è dubbio che il rimborso si farà, però terremo conto soltanto dei Comuni che al momento hanno già deliberato gli aumenti delle aliquote». Aggiungendo, da ultimo, che per quanto riguarda gli aumenti più recenti delle aliquote «bisognerà ragionare».

 

Fonte: Il corriere della sera

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