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Il Punto di S. Zammarchi – Terreni montani nelle fusioni di comuni: arrivano i chiarimenti del MEF

imu terreni agricoli montani

di S. Zammarchi (18/7/2016)

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze è intervenuto, con Circolare n. 4/DF, del 14 luglio 2016, sulla questione dei terreni agricoli situati in Comuni montani e parzialmente montani, così come definiti dalla Circolare dello stesso MEF, n. 9 del 14 giugno 1993. Come è noto, i terreni agricoli nei Comuni montani e parzialmente montani erano esenti da I.C.I., ed in seguito da IMU, ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lett. h) del D. Lgs. n. 504/1992, sulla base dei criteri dettati dalla Circolare n.9/1993. Tali criteri sono stati in seguito superati dalle disposizioni del D. M. 28 novembre 2014, dando attuazione ai nuovi parametri indicati dall’art. 4, comma 5-bis, del D. L. n. 16/2012, modificato dal comma 2, dell’articolo 22 del D. L. n. 66/ 2014. Questo, a sua volta, è stato sostituito dal regime disciplinato dal D. L. n. 4/2015.
Le nuove disposizioni che si sono succedute, in sostituzione alle previsioni stabilite dal richiamato D. Lgs. n. 504/1992, hanno originato forti critiche, in ragione dei criteri, a dir poco bizzarri, con cui erano stati individuati i Comuni montani, sul territorio dei quali, i terreni agricoli potevano essere considerati esenti, tutti o in parte. Per tali motivi il legislatore è ritornato sui propri passi con il ripristino dei precedenti criteri, rispolverando le indicazioni della Circolare n. 9/1993.
Ora il problema che emerge è che l’applicazione di norme e parametri adottati nel 1993 non può essere sempre adeguata a situazioni esistenti più di venti anni dopo la loro entrata in vigore. L’anomalia più evidente è rappresentata dai Comuni derivanti da fusioni, non presenti nell’elenco realizzato all’epoca dall’ISTAT. Secondo tale elenco, i Comuni non contrassegnati da alcuna annotazione possiedono, nel proprio territorio, solo terreni esenti, mentre i Comuni con l’annotazione “PD”, devono verificare in quali  zone, opportunamente individuate, opera l’esenzione. Si rammenta che, per quanto attiene ai Comuni delle Province autonome di Trento e Bolzano e della Regione Friuli-Venezia Giulia, sono fatte salve eventuali leggi di dette Province o Regione che delimitino le zone agricole in modo diverso da quello risultante dall’elenco.

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