Tares, l’Anci chiede la proroga

L’avvio dal 1° gennaio prossimo della Tares sulla base dell’attuale legislazione farebbe emergere gravi rischi sia sotto il profilo dell’efficienza e della correttezza del prelievo, sia per ciò che riguarda la continuità dei sistemi di gestione del servizio rifiuti.

A lanciare l’allarme è il Presidente dell’ANCI Graziano Delrio in una lettera inviata al Sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani.

Nel ricordare che “l’entrata in vigore del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi indivisibili (Tares) è prevista a decorrere dal 1° gennaio 2013, in sostituzione di tutti i prelievi attualmente connessi alla gestione dei rifiuti”, Delrio rileva che “il nuovo regime ha il pregio di superare l’attuale pluralità di dispositivi (di tipo tributario e patrimoniale), nonché le eccezioni che la Corte costituzionale ha sollevato, con la sentenza n. 238 del 2009, in merito alla natura tributaria di fatto della tariffa di igiene ambientale di cui al d.lgs. n. 22 del 1997”.

“Tuttavia – rileva il Presidente ANCI – taluni aspetti della disciplina attualmente prevista per la Tares (l’art. 14 del d.l. n. 201 del 2011) pongono notevoli problemi applicativi a fronte dei quali l’ANCI ritiene necessario ed urgente un intervento concertato di revisione normativa, al cui fine si potrebbe rendere necessaria una congrua proroga dell’entrata in vigore del nuovo tributo. Proroga che dovrebbe comunque prevedere la contestuale adozione degli accorgimenti necessari a salvaguardare la manovra finanziaria collegata all’introduzione della maggiorazione sui servizi indivisibili, che costituisce la condizione necessaria per l’ulteriore riduzione delle assegnazioni statali ai Comuni per un valore pari ad un miliardo di euro a decorrere dal 2013”.

A tale proposito Delrio sottopone al Sottosegretario Ceriani alcune possibili “proposte di modifica formulate dall’ANCI sugli aspetti che riteniamo di maggior rischio, che siamo naturalmente disponibili ad approfondire attraverso un confronto tecnico urgente, sia per modificare radicalmente taluni dispositivi, sia per stabilire modalità attuative adeguate alla pluralità di regimi oggi vigenti, ed alla conseguente necessità di disporre di strumenti per un’ordinata transizione”.

(Fonte: Anci)

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