Tares e dati del Catasto a confronto.

L’Amministrazione finanziaria mette a disposizione dei Comuni le informazioni sulle superfici degli immobili a destinazione ordinaria iscritti nel catasto urbano, complete di planimetria. L’occasione è la Tares, il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, introdotto dall’articolo 14, comma 1, del decreto “salva Italia” (Dl 201/2011), e in vigore dall’1 gennaio di quest’anno.
E’ dovuto per locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, in grado di produrre rifiuti urbani. Il punto di partenza per stabilire l’ammontare della tariffa è la definizione dell’area disponibile. Importanti anche l’uso dell’immobile e l’attività svolta. Da questi elementi, la quantificazione e la qualità del materiale di scarto mediamente prodotto in quelle condizioni.

Lo stesso “salva Italia”, nella norma in questione, prevede l’apertura di un canale diretto tra Agenzia delle Entrate e Comuni, così da facilitare l’attività di accertamento dei municipi e di giungere a un allineamento dei dati.
Il provvedimento del 29 marzo definisce gli elementi da condividere e come applicare l’interscambio (articolo 14, comma 9, Dl 201/2011). L’apertura “ufficiale” del canale sarà resa nota con un comunicato delle Entrate.

I Comuni, quindi, potranno attingere dalla banca dati del Catasto le informazioni relative alla superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, definite secondo il regolamento disciplinato dal Dpr 138/1998. Tra le notizie a disposizione, l’identificativo, l’intestatario e l’indirizzo dell’immobile. Il tributo potrà essere applicato sull’80% della superficie catastale.
Per quanto riguarda le abitazioni, rimangono fuori balconi, terrazzi e aree scoperte pertinenziali e accessorie, comunicanti o non comunicanti.
Ma il principio, ripetiamolo, è l’interscambio; si tratta, quindi, di un sistema a doppio senso. Per questo le amministrazioni comunali, da parte loro, hanno la possibilità di segnalare all’Agenzia le incongruenze troppo “vistose” riscontrate tra i dati del Catasto e quelli dei loro archivi.

Le piattaforme informatiche predisposte al “transito” sono il “Portale per i Comuni” e il “Sistema di Interscambio”. Sul sito delle Entrate, le regole tecniche per disciplinare il traffico dei dati.

Fonte: Fiscooggi.it

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