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«Tasi, manca un miliardo bilanci dei Comuni a rischio»

Fonte: Il Messaggero

«Serve una soluzione entro fine gennaio. E spetta al governo trovarla». Piero Fassino rifiuta il termine ultimatum e respinge l’immagine di chi dipinge i sindaci sul piede di guerra. Ma sulla Tasi, il presidente dell’Anci chiede a Palazzo Chigi di fare in fretta. Sindaco, l’ufficio di presidenza dell’Anci si riunisce in queste ore un clima molto teso.

Per quale ragione non siete d’accordo sulla costruzione messa a punto dal governo sulla Tasi?
«Abbiamo detto in più di una circostanza che la conformazione della Tasi non garantisce ai comuni le stesse risorse delle quali hanno beneficiato nel 2013. Se non ci saranno dei correttivi, è evidente che rispetto alla vecchia Imu, che aveva un’aliquota del 4 per mille, la nuova imposta, che si ferma al 2,5 per mille, fa mancare molto gettito nel 2014».

Palazzo Chigi, però, ha garantito che vi darà la possibilità di aumentare l’aliquota fino ad un altro 0,8 per mille. Non è sufficiente?
«Assolutamente no. Questa soluzione, se confermata perchè al momento non ci sono certezze, garantirà un aumento quantitativo delle detrazioni in favore delle famiglie a reddito medio-basso. Lo avevamo chiesto ed è un bene. Ma il problema di fondo resta del tutto irrisolto».

In che senso?
«Nel senso che, secondo i nostri calcoli, i comuni dovranno fronteggiare un buco di 1 miliardo di euro».

Cosa chiedete al governo?
«Di trovare una via d’uscita alla svelta. Negli incontri che abbiamo avuto in questi giorni con il premier Letta, con il sottosegretario Baretta e con il ministro Delrio ci è stato assicurato che la questione sarebbe stata risolta».

In che modo?
«Questo lo stabiliranno loro, si tratta di una materia di esclusiva competenza del governo e del parlamento. Da parte nostra, la sola condizione che abbiamo posto è che le risorse aggiuntive devono saltar fuori senza chiedere nuove tasse o contributi ai cittadini».

Perchè è così importante che si trovi una soluzione in tempi rapidi?
«I bilanci comunali vanno chiusi entro il 28 febbraio e occorrono procedure complesse per poterlo fare nei tempi indicati dalla legge. Dunque i sindaci hanno bisogno di conoscere con almeno un mese di anticipo il quadro delle risorse sulle quali potranno contare. Il che vuol dire che entro due settimane dovremo avere una risposta».

Quali sono i comuni che soffrono maggiormente di questa situazione di incertezza?
«Senza dubbio quelli più popolosi. Se le cose non cambiano, Milano perderà 100 milioni di risorse Roma 60, Napoli 40 e Catania 15. Deficit che costringerebbero i sindaci a operare tagli pesanti su servizi cruciali come le scuole, gli asili e l’assistenza agli anziani».

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