Con il decreto legge 31 dicembre 2025, n. 200 (Milleproroghe 2026), il Governo rinvia alcuni termini che incidono direttamente sulla disciplina edilizia e urbanistica, con particolare riferimento al catasto delle strutture ricettive all’aperto. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025, il provvedimento introduce proroghe mirate per consentire un’applicazione più ordinata e uniforme delle nuove regole, offrendo a Comuni, tecnici e operatori del settore un orizzonte temporale più ampio per adeguarsi alle innovazioni normative.
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Indice
Strutture ricettive all’aperto e irrilevanza catastale
Nel quadro del Milleproroghe 2026, le disposizioni che interessano il comparto edilizio e urbanistico hanno un carattere puntuale ma rilevante. Il legislatore interviene per accompagnare l’entrata a regime di una disciplina catastale innovativa, evitando applicazioni disomogenee sul territorio e criticità operative per gli Enti locali.
Il riferimento normativo centrale resta l’articolo 7-quinquies del d.l. n. 113/2024, che ha sancito l’irrilevanza catastale degli allestimenti mobili di pernottamento, come case mobili, maxi-caravan e strutture analoghe, all’interno delle strutture ricettive all’aperto. Tali manufatti, dal 1° gennaio 2025, non concorrono più direttamente alla determinazione della rendita catastale, segnando un cambio di paradigma rispetto al passato.
Parallelamente, la norma aveva previsto nuovi criteri di stima per le aree delle strutture ricettive, non si tassa più il singolo allestimento mobile ma si valorizzano di più le aree su cui questi allestimenti insistono: incrementi percentuali del valore delle aree attrezzate e non attrezzate, con riflessi indiretti sulla fiscalità immobiliare locale.
In questo caso il Milleproroghe non cambia la regola, ma sposta di un anno (al 15 dicembre 2026) il termine per:
– aggiornare mappe catastali;
– adeguare le rendite secondo questi nuovi criteri.
Proroga degli adempimenti catastali al 2026
Il Milleproroghe interviene su questo impianto prorogando dal 15 dicembre 2025 al 15 dicembre 2026 il termine entro cui gli intestatari catastali delle strutture ricettive all’aperto devono presentare gli atti di aggiornamento geometrico e catastale. La proroga riguarda sia l’aggiornamento della mappa catastale sia quello del catasto fabbricati.
Per i Comuni, la scelta consente di gestire con maggiore gradualità un passaggio complesso, che coinvolge urbanistica, catasto e fiscalità immobiliare. Per i professionisti tecnici e gli operatori turistici, il rinvio offre il tempo necessario per interpretare correttamente le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate e predisporre aggiornamenti coerenti e uniformi.
Rinnovabili termiche: un anno in più per l’adeguamento degli edifici
Tra le proroghe in materia ambientale, il Milleproroghe 2026 rinvia dal 1° gennaio 2025 al 1° gennaio 2026 l’obbligo di incremento dell’energia rinnovabile termica previsto dal d.lgs. n. 199/2021. Pur non intervenendo direttamente sulla disciplina urbanistica, la misura ha riflessi concreti sul settore edilizio, poiché incide sui requisiti energetici di nuove costruzioni e ristrutturazioni rilevanti, nonché sulla progettazione impiantistica. Il rinvio concede a Comuni, tecnici e imprese un margine temporale aggiuntivo per adeguare regolamenti edilizi, progetti e investimenti agli obiettivi di sostenibilità energetica.
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