Nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Affari Costituzionali della Camera sul decreto Milleproroghe, il presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI e sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti hanno illustrato un pacchetto articolato di proposte emendative pensate per dare respiro concreto agli Enti locali.
Al centro dell’intervento la richiesta di prorogare l’utilizzo dei criteri 2025 per il riparto delle risorse del trasporto pubblico locale, insieme alla deroga dell’obbligo di mobilità volontaria preventiva e del termine per la registrazione nel Registro nazionale degli aiuti di Stato. Misure che, secondo l’ANCI, rispondono a criticità operative diffuse e non più rinviabili nel funzionamento quotidiano dei Comuni.
Bilanci, personale e investimenti
Fioravanti ha poi sollecitato la proroga del termine di efficacia per la pubblicazione dei provvedimenti TARI 2025 e l’estensione a quindici anni del periodo di rateizzazione del ripiano dell’eventuale disavanzo da Fondo anticipazione di liquidità per gli Enti in dissesto, chiedendo anche una migliore definizione della disciplina del FAL e degli interessi applicabili.
Sul fronte degli investimenti, ANCI ha indicato la necessità di rinviare i termini per l’affidamento e la conclusione dei lavori, nonché di salvaguardare le opere medie concluse o in corso. Particolare attenzione è stata riservata al tema del personale nei Piccoli Comuni, con la richiesta di prorogare l’utilizzo delle economie del Fondo per le assunzioni dei segretari comunali. In assenza di tale intervento, ha avvertito Fioravanti, “gli Enti che hanno già ricevuto il contributo ma non hanno fatto in tempo ad utilizzarlo per effetto dei tempi tecnici necessari per il reclutamento a tempo determinato o per l’assegnazione del segretario comunale da parte del ministero dell’Interno, saranno costretti a restituire il contributo”.
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LEP e autonomie, la posizione delle Province
Il tema dei Livelli essenziali delle prestazioni è stato al centro anche dell’audizione del presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Pasquale Gandolfi, davanti alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega sui LEP. Gandolfi ha sottolineato che “la determinazione dei LEP dovrebbe essere realizzata attraverso una procedura approfondita e organica, da svolgersi in tempi adeguati”, preceduta dall’individuazione delle funzioni fondamentali degli enti territoriali e accompagnata dalla quantificazione delle risorse necessarie, per evitare qualsiasi compromissione nell’erogazione dei servizi essenziali.
Pur comprendendo le intenzioni del Governo, il presidente dell’UPI ha espresso la preoccupazione che una tempistica troppo stringente e l’assenza di coperture definite possano portare a livelli minimi di prestazione, con il rischio di accentuare i divari territoriali.
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LEP: la posizione dell’ANCI
Sul medesimo provvedimento è intervenuto anche Marco Fioravanti in audizione al Senato, ribadendo che “l’introduzione dei livelli essenziali delle prestazioni richiede una valutazione condivisa dell’impatto finanziario e organizzativo che comportano, e dei possibili percorsi graduali di attuazione”. Il presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI ha ricordato come il comparto dei Comuni sia quello che ha maggiormente avanzato l’attuazione del federalismo fiscale, superando la spesa storica a favore di un sistema basato su capacità fiscali e fabbisogni standard.
In questo quadro, l’ANCI chiede che la determinazione dei LEP resti saldamente ancorata allo Stato, sia sul piano della regolazione sia su quello del finanziamento integrale delle funzioni fondamentali. Fioravanti ha inoltre evidenziato la necessità di affrontare con chiarezza la quantificazione dei costi dei LEP, facendo tesoro dell’esperienza maturata sui fabbisogni standard comunali, e ha segnalato le difficoltà nel tradurre alcuni livelli di servizio in indicatori quantitativi semplici, oltre al rischio che l’introduzione dei LEP, senza risorse adeguate, riduca il volume di servizi già garantiti nei territori.
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