Manfredi: “Fine PNRR è priorità, al lavoro per ripristinare i fondi necessari a chiusura opere”

Il presidente dell’ANCI sui dossier istituzionali: “Allarme forte su capitale umano per scarsa attrattività retributiva dei Comuni”

 

24 Febbraio 2026
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La priorità assoluta per i Comuni italiani è una sola: chiudere il PNRR entro la scadenza del 30 giugno 2026. A ribadirlo è stato Gaetano Manfredi, presidente dell’ANCI e sindaco di Napoli, nella relazione introduttiva al Consiglio nazionale riunito a Roma al termine degli Stati generali dei Piccoli Comuni. In questo momento siamo concentrati principalmente sulla chiusura del PNRR, con la scadenza del 30 giugno 2026, termine ultimo per completare, rendicontare e chiudere la maggior parte dei progetti. Ma la nostra testa è già orientata al 2027, a quanto accadrà alla chiusura del programma con la necessità di riattivare i fondi pluriennali, come quello sulle piccole opere, che in passato erano attivi: è su questo che ci concentreremo nella discussione in vista della prossima manovra”. Una doppia traiettoria, dunque: completare le opere senza lasciare indietro i territori e, allo stesso tempo, riaprire la partita dei fondi strutturali per il dopo-PNRR. In apertura, Manfredi ha rivolto il suo “primo pensiero ai territori feriti nelle scorse settimane: a Niscemi e a tutte le aree fragili del nostro Sud”.

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Legge di Bilancio e servizi sotto pressione

Sul fronte della manovra, il presidente dell’ANCI ha rivendicato alcuni risultati concreti, ma ha anche segnalato criticità ancora aperte. “Abbiamo ottenuto la copertura del contributo 2023 e 2024 per i minori stranieri e siamo fiduciosi per il 2025 e con questo anche 150 ml aggiuntivi per il solo 2026, a fronte di una spesa di circa 450 milioni”. “Una nota dolente – ha spiegato – riguarda la spesa per gli assistenti scolastici agli alunni disabili: confidiamo sull’incremento del contributo (nel 2025 è stato pari a 132 mln) e nella sua definitiva stabilizzazione, visto che la spesa dei Comuni è di oltre 650 milioni di euro”. Resta però il nodo della sofferenza strutturale della spesa corrente, aggravata da un’inflazione che ha raggiunto più 17% negli ultimi quattro anni, erodendo il potere d’acquisto degli enti locali. “Nonostante i segnali positivi, resta la sofferenza della spesa corrente. I tagli dello scorso decennio non sono stati compensati, mentre l’inflazione (più 17% negli ultimi quattro anni) ha eroso il potere d’acquisto dei Comuni. Le tensioni maggiori – ha evidenziato – riguardano i servizi essenziali: l’assistenza ai disabili, il trasporto pubblico locale e gli asili nido, su cui dobbiamo garantire sostenibilità operativa alle strutture realizzate con il PNRR”. Con la fine del piano Draghi, ha aggiunto, “i nuovi servizi dovranno essere sostenuti senza risorse strutturali aggiuntive o con risorse insufficienti”, ricordando che “abbiamo un tavolo con Miur dove abbiamo chiesto di rimpinguare il fondo esistente dagli attuali 8 miliardi ai 12 necessari, usando risorse del fondo 0-6 anni”.

Capitale umano e flessibilità necessaria

L’allarme più forte lanciato dall’ANCI riguarda però il personale. La scarsa attrattività retributiva dei Comuni rispetto alle altre Pubbliche amministrazioni e al settore privato rischia di compromettere la capacità amministrativa proprio nella fase più delicata. “Con questa legge c’è consapevolezza del problema con il primo timido segnale di un fondo statale a sostegno della contrattazione 2025-27: 50 mln nel 2027 e 100 milioni per il 2028, dobbiamo confidare che sia solo il primo passo”, ha affermato Manfredi. Sul PNRR, il presidente ha chiesto che “il governo gestisca con grande e necessaria flessibilità la scadenza del 30 giugno chiarendo urgentemente, l’irrilevanza di altre scadenze precedenti, e fissando standard chiari per la certificazione di ultimazione lavori”.

Europa e sicurezza urbana: le richieste dei sindaci

Nel dialogo con Bruxelles, Manfredi ha sottolineato il “risultato ottenuto nel dialogo con la Commissione Ue” con l’approvazione della comunicazione “Un’Agenda dell’UE per le città”. “Segna una fase storica che mette i sindaci al centro della politica di coesione Ue per il periodo 2028-2034, il nostro obiettivo – ha rimarcato – è trasformare il metodo straordinario del PNRR in una pratica ordinaria. Per questo chiediamo che la gestione dei fondi europei non passi più esclusivamente da filtri regionali, ma preveda: attribuzione diretta delle risorse ai Comuni, semplificazione burocratica e regole più flessibili ed obiettivi e traguardi chiari”. In chiusura, il tema sicurezza. rischiamo il paradosso dei Comuni chiamati a rispondere con mezzi e risorse limitati su un tema che è una responsabilità primaria dello Stato”. Dal 2009, ha spiegato, “la Polizia Locale ha subito un’emorragia silenziosa e chiediamo di recuperare i 12.000 operatori persi lungo la strada di blocchi del turnover e tagli lineari. Chiediamo un Fondo Unico Nazionale per la sicurezza urbana e servono almeno 500 milioni di euro per un piano straordinario di assunzioni sul modello del fondo per gli assistenti sociali”.

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