di MATTEO BARBERO (da Italia Oggi)
Nessun effetto spiazzamento del PNRR sulla spesa ordinaria, almeno finora. È quanto emerge dal rapporto su “La spesa per gli investimenti pubblici locali: tendenze e prospettive” curato dalle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti. Dopo un esame delle tendenze generali degli investimenti fissi lordi della Pubblica Amministrazione, come risultanti dalla contabilità nazionale, l’approfondimento si sofferma, in particolare, sul ruolo delle amministrazioni locali, che hanno costantemente attivato la quota prioritaria di investimenti.
L’analisi conferma che, dopo una lunga fase di contrazione culminata nel 2018, gli investimenti fissi lordi della Pubblica Amministrazione hanno intrapreso un forte ciclo espansivo, raggiungendo, nel 2025, il livello di 86,7 miliardi (3,8% del Pil). In questo contesto, le Amministrazioni locali hanno assunto un ruolo centrale, contribuendo in misura prevalente alla crescita della spesa con 48,2 miliardi di pagamenti. I comuni, in particolare, hanno sostenuto quasi 22 miliardi di investimenti fissi lordi, in aumento di oltre il 14% rispetto al 2024. I dati mostrano significative differenze territoriali, con una decisa accelerazione nel Mezzogiorno (+19%) e nelle Isole (+20%), pur in presenza di divari, in termini assoluti, ancora rilevanti rispetto al Nord. La crescita degli investimenti fissi comunali è stata trainata soprattutto dai beni materiali, che sono passati da 18 miliardi nel 2024 a 20,5 miliardi nel 2025 (+13,6%). Dal punto di vista settoriale, la spesa si concentra prevalentemente in infrastrutture stradali (oltre 4 miliardi), edilizia scolastica (3,4 miliardi), impianti sportivi (1,5 miliardi), infrastrutture abitative (1 miliardo): settori nei quali è significativa la presenza di progettualità del PNRR.
Rispetto a quest’ultimo, l’obiettivo principale della Corte era verificare se questo programma straordinario abbia generato un effetto addizionale sugli investimenti o se abbia semplicemente sostituito la spesa ordinaria. L’integrazione dei dati SIOPE e ReGiS suggerisce che il PNRR non ha avuto, a tutto il 2025, un effetto sostitutivo, ma si è affiancato alla spesa ordinaria, che ha continuato un percorso espansivo.I pagamenti sostenuti nel 2024 e 2025 per progetti PNRR (5,3 e 6,1 miliardi) hanno avuto un’incidenza che si stima poco inferiore al 30% sull’ammontare complessivo della spesa per investimenti e non sembra abbiano compromesso l’avanzamento degli interventi estranei al Piano, anch’essi in crescita nel biennio. Non vanno trascurati, tuttavia, alcuni segnali di un possibile rallentamento della quota di spesa extra PNRR, che già si avvertono nei grandi comuni, responsabili di oltre il 20% della spesa Pnrr sostenuta nel 2025. La dinamica fortemente espansiva registrata per queste progettualità, superiore al 70% sul 2024, ha influenzato anche la quota extra Piano, ma in misura molto più contenuta e non in tutti gli ambiti territoriali. L’analisi del portafoglio di progetti comunali extra PNRR evidenzia un ampio bacino di investimenti, che potrebbero contribuire ad assicurare, negli anni a venire, un adeguato livello di spesa.
Gli interventi attivi superano i 200mila progetti, per un ammontare di finanziamenti di circa 111 miliardi e pagamenti cumulati, a tutto il 2025, per poco più di 30 miliardi. La spesa residua potenziale è, dunque, significativa. L’analisi mette in luce, tuttavia, che la capacità effettiva di tale portafoglio di sostenere, nel medio periodo, i processi di crescita risulta condizionata da una serie di fattori critici: l’elevata incidenza di interventi programmati in annualità risalenti e privi di avanzamento; la frammentazione degli interventi intestati agli enti di minori dimensioni; più bassi livelli di realizzazione per i progetti degli enti più grandi. Non sono trascurabili anche la minore diffusione di interventi in grado di accrescere lo stock di capitale pubblico e la flessione nella capacità di programmazione più recente. In prospettiva, il mantenimento di adeguati livelli di investimento dipenderà dalla capacità di valorizzare tale portafoglio e intervenire sulle cause che ne ostacolano la piena realizzabilità. Andranno rafforzati e rilanciati, conclude la Corte, i processi di programmazione orientando le politiche verso interventi con una maggiore capacità di generare effetti di crescita e spillover territoriali.
* Articolo integrale pubblicato su Italia Oggi del 11 giugno 2026 (In collaborazione con Mimesi s.r.l.)
Spese comunali in espansione
Focus sul rapporto su “La spesa per gli investimenti pubblici locali: tendenze e prospettive” curato dalle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti
Italia Oggi
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