Il Presidente confederale ha dichiarato: «Apprendiamo da notizie di stampa che il consiglio dei ministri ha approvato, ancora una volta senza che sia intervenuto alcun confronto, una proposta di riforma del vigente catasto, con la sostanziale riproposizione dell’anacronistico modello del 2006 (già respinto dal parlamento) in un momento nel quale anche gli ex paesi dell’Est nonché alcuni paesi africani si stanno dotando di un catasto moderno, la cui stima si basa su software di rilevazione e di calcolo oltre che su sistemi georeferenziali. A parte questo, nello schema di proposta c’è un buco enorme: non è prevista la possibilità di impugnare nel merito le tariffe d’estimo, atti generali impugnabili solo per motivi di legittimità, nonostante su di esse si basi l’attribuzione della gran parte delle rendite catastali (attribuzione impugnabile avanti le commissioni tributarie solo per gli immobili a destinazione speciale e stima diretta dei gruppi D ed E). Se il governo intende deliberatamente escludere il controllo di merito (che è ciò che interessa e conta) sulle rendite delle case, lo dica apertamente. Ma abbiamo fiducia che il parlamento non potrà accettare di mettere un’altra pietra tombale ancora sullo stato di diritto».
C’è un buco enorme nella proposta di riforma del catasto
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