Con la sentenza n. 11479 del 28 aprile 2026, la Suprema Corte è stata chiamata a dirimere una causa intentata da un operatore di telefonia mobile che si era opposto alla richiesta di pagamento del CUP, sulla base delle disposizioni di cui all’art. 1, comma 831, della Legge n. 160/2019.
Introduzione
La pronuncia costituisce un arresto di pregevole interesse, in quanto i giudici di legittimità hanno chiarito che sono soggetti passivi del CUP, ai sensi dell’art. 1, comma 831, anche gli operatori telefonici che utilizzano in via mediata reti di proprietà di altri soggetti. Nel caso processato dagli Ermellini, infatti, un Comune aveva notificato un atto di accertamento a Wind Tre contestando l’occupazione di suolo pubblico con cavi, condutture e infrastrutture destinate alla fornitura di servizi di telecomunicazione. La decisione è di particolare importanza per dare soluzione alle numerose controversie sorte per la fattispecie in esame e che ora, con l’intervento della Cassazione, possono ancorarsi sull’interpretazione dei giudici di legittimità, favorevole alla posizione sostenuta dai Comuni.
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