Giudizio positivo sulla «ristrutturazione» dello strumento dell’interpello e sul restyling del contenzioso tributario, perché si compie «un importante salto di qualità», potenziando la collaborazione tra Fisco e contribuente. Nel contempo, può imporsi un «efficiente esercizio della giurisdizione tributaria», mediante il rafforzamento della «conciliazione giudiziale, l’immediata esecutività delle sentenze per tutte le parti processuali» e il consolidamento del principio di soccombenza nella liquidazione delle spese di giudizio. A esprimersi così, ieri, nel corso di un’audizione in commissione finanze al senato sui decreti attuativi della delega fiscale (legge 23/2014), i rappresentanti del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, che hanno sottolineato come, per quel che riguarda le sentenze di condanna, la previsione di una garanzia come eventuale «conditio sine qua non», affinché vengano pagate le somme dovute al contribuente, sia negativa: in tal modo «si incrementano, nell’immediato, i costi del contenzioso tributario a carico del contribuente, si rischia di annacquare il principio di esecutività delle sentenze delle commissioni tributarie» e l’esecutività delle sentenze viene fatta dipendere «anche dalla solvibilità del contribuente», con una violazione dell’art. 3 della Costituzione. Pollice verso dei professionisti all’ampliamento dei soggetti abilitati alla difesa tecnica del contribuente nel processo tributario «ai lavoratori dipendenti dei Caf e delle relative società di servizio», per liti scaturite dagli adempimenti trattati da centri di assistenza fiscale; la non adeguata preparazione degli addetti, infatti, «va a scapito» del cittadino. La Lapet (tributaristi), viceversa, ha reclamato l’inclusione nel «novero dei soggetti abilitati a rappresentare i contribuenti», mentre agli avvocati tributaristi (Uncat) l’audizione è servita per mettere in luce l’anomalia della «dipendenza delle commissioni rispetto al ministero dell’economia», che si ritrova a essere esso stesso, nel procedimento tributario, «una delle principali parti in causa».
Restyling tributario
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