di ALESSANDRO NECCHIO (dal Sole 24 Ore, l’esperto risponde)
Quali voci della busta paga dei dipendenti pubblici, appartenenti al comparto Sanità, sono soggette a tassazione separata con aliquota del 15 per cento?
Oltre alla produttività, si dovrebbero assoggettare a questa aliquota i differenziali economici di professionalità e le indennità caratterizzanti i vari profili professionali? L’articolo 1, comma 237, della legge 199/2025, di Bilancio per il 2026, prevede una tassazione agevolata, consistente nell’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef, e delle addizionali regionali e comunali, pari al 15 per cento, per il trattamento economico accessorio, comprensivo delle indennità di natura fissa e continuativa (entro il limite di 800 euro) erogato al personale non dirigenziale delle amministrazioni pubbliche, con alcune esclusioni. Il contratto collettivo nazionale del comparto Sanità prevede come trattamento accessorio le seguenti voci: – indennità di turno e di servizio notturno; – indennità per l’operatività in particolari unità operative/servizi; – indennità di rischio radiologico; – indennità di bilinguismo; – indennità di polizia giudiziaria; – premi correlati alla performance; – pronta disponibilità; – compensi per lavoro straordinario; – indennità di funzione parte variabile. In assenza di chiarimenti espressi dalle parti firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro in questione, si suggerisce di limitare l’applicazione di tale regime agevolato alle voci richiamate. Si evidenzia, infine, che tale norma è valida per il solo anno 2026.
* Articolo integrale pubblicato sul Sole 24 Ore del 9 febbraio 2026 (In collaborazione con Mimesi s.r.l.
Sanità, quali indennità sono soggette al 15% di tassazione
Quali voci della busta paga dei dipendenti pubblici, appartenenti al comparto Sanità, sono soggette a tassazione separata con aliquota del 15 per cento?
Il Sole 24 Ore
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