TARI Scuole 2022: aumentati gli importi da erogare ai Comuni

Nella Conferenza Stato-Città ed  autonomie locali del 12 ottobre scorso si è deciso di aumentare da 38,734 milioni a 51,034 milioni di euro la quota che il MIUR dovrà ripartire ai Comuni per far fronte alle spese di funzionamento connesse al servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi e urbani nelle istituzioni scolastiche.

18 Ottobre 2022
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Nella Conferenza Stato-Città ed  autonomie locali del 12 ottobre scorso si è deciso di aumentare da 38,734 milioni a 51,034 milioni di euro la quota che il MIUR dovrà ripartire ai Comuni per far fronte alle spese di funzionamento connesse al servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi e urbani nelle istituzioni scolastiche, ai sensi del comma 655 della legge n. 147/2013 (che rinvia all’art. 33-bis del d.l. 248/2007 conv. L. 31/2008).

Si ricorda che con l’introduzione della TARI è rimasto invariato il regime di tassazione delle istituzioni scolastiche pubbliche previsto dall’art. 33-bis del d.l. n. 248/2007 conv. L. 31/2008, caratterizzato da un meccanismo di riparto di € 38.734.000,00 effettuato annualmente dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur), in proporzione alla consistenza della popolazione scolastica.

In sostanza dal 2008 l’importo del tributo per le scuole è determinato non in ragione del criterio ordinario (superficie, ecc.) ma in base ad una somma forfetaria determinata annualmente.

L’importo di € 38,734 milioni di euro è stato originariamente individuato in sede di Conferenza Stato-Città ed autonomie locali ed è rimasto invariato sino al 2021. Tra l’altro dal 2009, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 442/2008, sono rientrati tra i destinatari delle risorse anche i Comuni della Sicilia che hanno influito per un importo pari a circa 4,5 mln euro, con una conseguente diminuzione complessiva dei trasferimenti per tutti gli altri Comuni.

Tale situazione, nel corso degli anni, è stata più volte rappresentata dall’Anci in tutte le sedi istituzionali e portata all’attenzione della Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, trovando la condivisione del Miur e del Ministero dell’Ambiente, sulla necessità di un adeguamento delle risorse cui però non ha fatto seguito nessun provvedimento conseguente, nonostante i solleciti e gli impegni assunti in sede tecnica. L’Anci ha ribadito l’urgenza di adeguare il contributo, individuando le risorse necessarie ed ha chiesto di intervenire in tal senso, richiesta che è stata accolta in sede di Conferenza Stato-Città ed  autonomie locali del 12 ottobre scorso con l’incremento di 12,300 milioni di euro della quota da ripartire in favore dei Comuni.

Restano comunque fuori dal riparto i comuni delle Province autonome di Trento e Bolzano e della regione Valle d’Aosta. Si tratta di un’esclusione che per la Valle d’Aosta troverebbe conferma nella legge 537/93 (secondo cui tutti i trasferimenti statali spettanti agli enti locali della Valle d’Aosta sono posti a carico della Regione), mentre per quanto riguarda il Trentino-Alto-Adige la regolamentazione comunale prevede in genere una forma di sostituzione del comune al soggetto tenuto al pagamento del prelievo.

Va inoltre evidenziato che con l’accordo di Conferenza – Stato città e Autonomie locali del 2008, ai fini del riparto annuale della somma prevista viene riconosciuta una percentuale aggiuntiva ai Comuni che raggiungono la percentuale di raccolta differenziata prevista dal Ministero dell’Ambiente (dati ISPRA). Una quota viene ripartita tra tutti i Comuni in base al numero degli alunni e una quota solo ai Comuni che hanno raggiungono la percentuale di raccolta differenziata.

Per il 2022 la Conferenza Stato-Città ed  autonomie locali del 12 ottobre scorso ha deciso di aumentare dall’11 al 13% la quota aggiuntiva per i Comuni che raggiugono la soglia minima di raccolta differenziata del 65%, come da dati dell’Ispra relativi al 2020 (ultimo anno disponibile).

In sostanza l’importo complessivo di 51,034 milioni di euro, da erogare ai comuni, sarà diviso in due quote: la quota A ripartita in favore di tutti i comuni, mentre la quota B riservata ai soli comuni che hanno superato il 65% di raccolta differenziata nel 2020.

A breve il MIUR provvederà a rendere noti gli importi spettanti ai singoli Comuni per il 2022.