La semplice presenza di un ponteggio non è sufficiente a giustificare automaticamente l’applicazione della TOSAP (Tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche). È quanto affermato dalla Corte di Cassazione, (Sez. trib.), con l’ordinanza n. 15419 del 20 maggio 2026, che richiama l’attenzione sulla necessità di verificare concretamente l’incidenza dell’occupazione sull’effettiva fruibilità del suolo pubblico. La decisione ribadisce che il presupposto impositivo non può essere fondato su una valutazione puramente formale della presenza della struttura, ma richiede un accertamento sostanziale della sottrazione dell’area all’uso collettivo.
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Il caso: ponteggio sopraelevato e marciapiede utilizzabile
La controversia nasce dal ricorso di un condominio contro la richiesta di pagamento della TOSAP relativa all’installazione di un ponteggio per lavori edilizi.
Secondo il contribuente, la struttura aveva una funzione esclusivamente tecnica e risultava collocata ad un’altezza tale da non impedire né limitare il passaggio dei pedoni sul marciapiede sottostante. Di conseguenza, non vi sarebbe stata alcuna effettiva sottrazione dello spazio pubblico all’uso collettivo.
I giudici di merito avevano tuttavia confermato la pretesa tributaria senza approfondire tale circostanza.
La verifica dell’effettiva occupazione
La Suprema Corte ha accolto il ricorso, censurando la decisione di appello per non avere adeguatamente verificato l’impatto concreto del ponteggio sulla fruizione del marciapiede.
Secondo i giudici, occorre accertare se la struttura protettiva incida realmente sulla superficie destinata al passaggio pedonale e in quale misura ciò avvenga.
Particolare rilievo assumono anche eventuali prescrizioni imposte dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Culturali, soprattutto quando il ponteggio sia stato installato per garantire la tutela di edifici di interesse storico o artistico.
Le conseguenze sul tributo
La Cassazione evidenzia che l’esito di tale verifica può incidere direttamente sull’esistenza stessa del presupposto impositivo.
Se infatti dovesse emergere che il ponteggio non occupa effettivamente il suolo pubblico o lo occupa solo in misura limitata rispetto a quanto contestato dall’ente impositore, il tributo potrebbe risultare non dovuto oppure essere rideterminato in misura inferiore.
Un principio rilevante anche per il Canone Unico
La pronuncia assume particolare interesse anche alla luce dell’attuale disciplina del Canone unico patrimoniale, che ha sostituito TOSAP e COSAP.
Il principio affermato dalla Cassazione conserva infatti piena attualità: l’occupazione del suolo pubblico deve essere valutata in termini sostanziali, verificando l’effettiva sottrazione dell’area alla collettività e non limitandosi alla mera presenza fisica di manufatti o strutture temporanee. Per enti locali e concessionari della riscossione, la decisione rappresenta un richiamo alla necessità di fondare gli accertamenti su elementi concreti e adeguatamente motivati.
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