I principali obiettivi del provvedimento:
Lo schema di decreto affronta, tra gli altri, i seguenti aspetti:
Razionalizzazione dei tributi regionali, semplificando norme e modalità applicative (modifica al Dlgs 68/2011);
Esclusione della doppia imposizione tra Stato ed enti locali, mantenendo però le addizionali sui tributi statali;
Garanzia dei tributi propri e compartecipazioni ai tributi erariali, con sistemi di perequazione per gli enti con minore capacità fiscale;
Potere regolamentare ampliato, in linea con l’articolo 119 della Costituzione, per rafforzare l’autonomia finanziaria locale;
Modernizzazione dei sistemi informativi locali per contrastare evasione e elusione, e aggiornare i dati tributari;
Riordino dei tributi locali: riduzione del numero delle aliquote, semplificazione delle esenzioni, maggiore manovrabilità per gli enti;
Semplificazione degli adempimenti fiscali e revisione della riscossione e del sistema sanzionatorio, con maggiore proporzionalità;
Facoltà di definizione agevolata delle entrate da parte degli enti locali, tramite apposito regolamento;
Eliminazione delle entrate patrimoniali a basso rendimento, con compensazioni interne al sistema.
Il provvedimento è accompagnato da una relazione tecnica e da una nota di analisi finanziaria, utile per valutare l’impatto delle nuove misure sui bilanci pubblici. I chiarimenti richiesti sono finalizzati a garantire la sostenibilità economica della riforma e la sua efficacia sul piano operativo.
<< CONSULTA IL DOSSIER DEL CENTRO STUDI DI CAMERA E SENATO.
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