Con l’avvio del 2026, la Legge di Bilancio (legge 30 dicembre 2025, n. 199) introduce tre regimi di imposta sostitutiva destinati a incidere su componenti specifiche della retribuzione dei lavoratori dipendenti, sia nel settore privato sia nella Pubblica Amministrazione. La logica è comune: sostituire Irpef e addizionali con un prelievo più leggero (5% o 15%), salvo rinuncia scritta del lavoratore.
Per rendere concretamente applicabili le misure, l’Agenzia delle Entrate ha istituito, con risoluzioni del 29 gennaio 2026, i nuovi codici tributo necessari ai sostituti d’imposta per i versamenti tramite F24 e, per la PA, anche tramite F24 Enti Pubblici (F24EP).
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Privati: turni, notti e festivi al 15% e rinnovi contrattuali al 5%
Per il solo periodo d’imposta 2026, il Bilancio prevede l’imposta sostitutiva del 15% su maggiorazioni e indennità legate a lavoro notturno, festivo, nei riposi settimanali e lavoro su turni (articolo 1, commi 10 e 11). Il versamento si effettua con il codice tributo 1076, affiancato dai codici “speciali” per i casi di imposta dovuta o versata in Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta (1610, 1929, 1933, 1311).
Sempre nel 2026, un secondo incentivo riguarda gli incrementi retributivi da rinnovi contrattuali firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026: qui l’aliquota scende al 5%, ma solo per i lavoratori che nel 2025 hanno avuto redditi da lavoro dipendente non oltre 33mila euro. In questo caso i codici tributo sono 1075 e i corrispondenti per le regioni a regime particolare (1609, 1926, 1927, 1310).
In entrambi i casi, l’opzione è automatica salvo rinuncia scritta del lavoratore: un dettaglio che impone attenzione nella gestione documentale e nei flussi payroll.
PA: accessorio del personale non dirigente al 15% e doppio canale F24/F24EP
La terza misura interessa direttamente le amministrazioni pubbliche: per il 2026 il trattamento economico accessorio del personale non dirigenziale (incluse indennità fisse e continuative e personale in regime di diritto pubblico) può essere tassato con imposta sostitutiva del 15% (articolo 1, comma 237).
Per i versamenti, l’Agenzia ha previsto sia i codici per F24 ordinario (1077 e collegati 1611, 1934, 1935, 1314) sia quelli dedicati al modello F24EP: 179E, 180E e 181E. Una distinzione operativa che coinvolge uffici finanziari, personale e tesoreria, soprattutto nella corretta imputazione del “mese di riferimento” e dell’“anno d’imposta”.
Compilazione F24: attenzione a mese e anno
Per tutte le misure, i codici vanno inseriti in sezione Erario, solo nella colonna “importi a debito versati”. Il mese è quello della trattenuta (formato 00MM) e l’anno è quello d’imposta (formato AAAA). Nel modello F24EP i campi “codice” ed “estremi identificativi” non vanno valorizzati.
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