Dichiarazione emendabile ma non al fine del rimborso

La Corte di Cassazione ha precisato che la dichiarazione dei redditi, in quanto dichiarazione di scienza, affetta da errore di fatto o di diritto, è emendabile anche in sede contenziosa, senza limiti sostanziali e temporali, quando dalla medesima possa derivare un prelievo ingiusto rispetto a quello effettivamente dovuto.

16 Marzo 2018
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La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 5728/2018,  ha precisato che la dichiarazione dei redditi, in quanto dichiarazione di scienza, affetta da errore di fatto o di diritto, è emendabile anche in sede contenziosa, senza limiti sostanziali e temporali, quando dalla medesima possa derivare un prelievo ingiusto rispetto a quello effettivamente dovuto.

Ciò non permette, stante il carattere impugnatori del processo tributario, che il contribuente possa avanzare – se a seguito dell’errore ha provveduto al versamento delle imposte – anche la richiesta di farsi riconoscere dal giudice il diritto al rimborso delle somme erroneamente pagate.

Pertanto, l’emendabilità della dichiarazione consente al contribuente di difendersi dalla pretesa tributaria ma non lo autorizza a richiedere, nella fase contenziosa con cui si contesta il presupposto dell’imposta, il rimborso delle somme erroneamente pagate.

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