L’istituto del ravvedimento operoso è diretto ad agevolare i contribuenti che intendono sanare violazioni di natura tributaria, grazie al pagamento di una sanzione assai ridotta, rispetto a quella ordinaria, contestualmente alla medesima sanzione e agli interessi calcolati con il tasso legale. Peraltro, la misura della sanzione è tanto più contenuta, quanto più è tempestiva l’adozione del ravvedimento rispetto al termine di scadenza dell’adempimento.
Riferimenti normativi
L’istituto del ravvedimento operoso è stato introdotto dall’art 13, del D. Lgs. n. 472/1997, quale strumento per incentivare gli adempimenti da parte dei contribuenti che hanno commesso violazioni in materia di tributi, compresi quelli di competenza comunale. La specifica previsione normativa ha subito modifiche, generalmente, tese ad estendere il perimetro delle previsioni di favore per i cittadini, nell’ottica della collaborazione fra pubblica amministrazione e contribuenti. Il ravvedimento operoso, destinato prevalentemente alle sanatorie in ambito di entrate erariale, è stato, fin da subito, applicato anche alla fiscalità locale. Tuttavia, alcune modifiche operate nel corso degli anni, quali l’introduzione del cosiddetto “ravvedimento lungo”, istituto a decorrere dal 2015, era stato espressamente riservato alle entrate gestite da Agenzia delle Entrate, per poi ampliare la sua portata anche alle entrale degli altri enti, a decorrere dal 2021.
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